Neonato Terni: vescovo, colpa e vergogna

"In questo momento tutti abbiamo bisogno di avvertire un sentimento colpa e di vergogna, e rivolgere una richiesta di perdono al piccolo, che non ha avuto neppure il tempo per trovare ospitalità in un mondo che spesso ama la vita e i bambini solo a parole": così il vescovo di Terni, Giuseppe Piemontese, interviene in merito alla morte del neonato abbandonato dalla madre, giovedì, in un parcheggio di un supermercato della città. Bimbo che, dice il presule, "noi amiamo chiamare 'Francesco'". Allo stesso tempo, continua, "vogliamo esprimere un supplemento di pietà cristiana, di compassione e di misericordia verso la madre e verso il padre, vittime di un vortice e di un sistema che non sa venire incontro a chi per i disagi e le ragioni più svariate non è sostenuto nelle difficoltà e criticità personali e relazionali, o posto in condizione di svolgere dignitosamente le funzioni essenziali dell'esistenza umana: sostentarsi, lavorare, amare, generare, crescere ed educare se stesso e i propri figli".

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